Nasce il Napoli pirandelliano

È un Napoli pirandelliano, questo che Ancelotti osserva, sperimenta e manda in campo sempre diverso partita dopo partita. Che si richiama ai temi fondamentali del drammaturgo, come ai personaggi di “Uno, nessuno e centomila” dove l’uno vale uno di sarriana memoriale ha perduto il proprio mood in favore della presenza e dell’azione degli altri. Ecco allora le dieci formazioni in altrettante gare stagionali del nuovo Napoli; perché qui nel nuovo che avanza c’è spazio per tutti. Per i prigionieri della panchina e per gli ormai famosi “titolatissimi”. Signori, il terreno di gioco é lì: andate, giocate, vincete e moltiplicatevi. 

Fin qui gli sprazzi di luce che infonde il Napoli di Ancelotti. Ovvero ci si diverte... squadra solida dove tutti sono coinvolti. E c’è pure il " Sono sereno " di Insigne che realizza un gran bel gol. Anche in questa serenità c'è la mano del tecnico. Della serie: tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Ma contro il Sassuolo viene fuori pure l’angolo buio, il cono d’ombra della giostra Ancelotti. Fermiamo le nostre considerazioni sul primo tempo; contro un Sassuolo, anch’esso in preda al turn over, Ounas abbatte subito le resistenze degli avversari. Ma poi? beh, poi il Napoli lavora tanto, costruisce ancora di più, tuttavia spreca in ugual misura. Rischiando di subire il Sassuolo. Non chiudere la partita nel primo tempo e la leziosità nel finale porta a un interrogativo: ”cambiare tanto, può davvero cambiare tutto?”. E in meglio. Ancelotti per ora chiude la discussione così: “ Turnover? Nessun rischio, ho tutti calciatori bravi e seri!”. Alla prossima giostra del gol.

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