De Laurentiis: "Non vedo il motivo per cui Sarri debba andare via"

Intervenuto nel pomeriggio al Festival del calcio 2017 di Firenze, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ne ha approfittato per parlare della sua squadra e della situazione del calcio italiano. Domanda di Beccantini: il tuo primo tecnico è stato Ventura, ora ct della Nazionale. "Ventura è arrivato in Nazionale dopo tanti anni, con noi è stato qualche mese in Serie C. Al Torino ha fatto molto bene, la Nazionale trita tutto e tutti. Anche Conte è scappato, la Nazionale non dà la possibilità di darti un gruppo da allenare. Quindi sei uno che deve sottostare alla pressione di molta gente, è una situazione da manicomio. Invece di scegliere un modulo semplice, ma scegli un 4-2-4, forse te le vai anche a cercare le difficoltà. Ma le responsabilità non sono mai del tecnico, ma di chi ha scelto". Domanda di Sacchi: come pensa il Napoli di poter annullare qualche distanza con le altre società? "Sperando che il mandato Infront scada tra 4 anni, così da avere una fatturabilità tale da recuperare il tempo perduto e avere lo stesso fatturato di Inghilterra, Germania e Spagna. Noi italiani dobbiamo sempre rincorrere, non si sa perché. Io lo so ma sto zitto per non essere denunciato. Il Napoli sta facendo una lotta di resistenza, attraverso l'intelligenza. Nel gruppo nostro Filamauro c'è intelligenza, ora sono nel 44esimo anno di attività senza debiti con le banche". Come migliorare i campionati? "Tramite l'ECA. Un po' è colpa del giornalismo, perché negli ultimi 30 anni siete venuti fuori col calcio che si vive allo stadio. Nel '99 parlai di stadio virtuale, nella mia prima conferenza per acquistare il Napoli da Ferlaino con 120 miliardi di lire. Tutti i giornalisti si aspettavano che parlassi di un nuovo Maradona, io invece parlai dello stadio virtuale e nessuno aveva capito nulla. Nel 2004 tornai a parlare di stadio virtuale, che però non era percepito o capito. Nel 2006 chiamai tutti i giornalisti per spiegargli questo stadio virtuale. Nella vita non ci sono tifosi buoni e cattivi, posso esserlo anche senza andare allo stadio vivendo il calcio in un altro modo. Ma sapete quanti sono i tifosi veri del Napoli? 35 milioni veri, poi 120 milioni di simpatizzanti. Allora non posso tradire i 35 milioni veri per alcune parole che hanno le loro idee. Rispetto il pensiero di tutti, ognuno ha le proprie motivazioni". Nel calcio ci sono investimenti di fondi stranieri. "Quello è un cancro. Vi racconto una storia: nel 2004 lasciai Los Angeles per andare in vacanza a Capri, in America avevo finito le riprese con Angiolina Jolie. Dissi agli attori di non muoversi dagli States, poi arrivo a Capri - avevo ospite Danny de Vito - ma al Quisisana vidi sul giornale che Gaucci da Santo Domingo diceva di comprare il Napoli per 5 milioni di euro. Chiesi il motivo, non sapevo che il club era fallito. Era il 13 agosto, chiamai delle persone per comprare il Napoli. Tutti l'avevano sconsigliato, spiegai loro le mie motivazioni e mi diedero ragione. Bisognava però aspettare fine agosto per le banche, che avevano il CdA il 7 settembre. Li mandai a quel paese, presi i 32 milioni di euro. Pozzo si fermò a 17 milioni. Andai in Tribunale e presi il Napoli. Questa è la storia del Napoli". Domanda dell'ex pallanuotista Gianni de Magistris: come ha avuto l'idea di prendere Sarri? Nonostante la tuta "Quando mi ha detto: Aurelio, non mettermi quei vestiti, io ho detto che ha ragione. A me fa piacere, in tv fa anche pubblicità agli sponsor e posso chiedere più soldi (ride, ndr). Non ha visto Empoli-Napoli finita 4-2? Il sindaco De Magistris? Voleva fare il politico a Roma e non il sindaco a Napoli, invece è finita in un altro modo". La clausola di Sarri è di 8 milioni di euro. Come convinceresti a restare? "Non devo convincere nessuno, per me è troppo intelligente per capire che sta mettendo per iscritto quella teoria che cerebralmente aveva inventato e applicato nelle serie minori. A Napoli lui ha avuto molto, gli sono stati messi a disposizione dei calciatori che già con Benitez avevano dato il loro apporto. E' chiaro che ogni anno questi calciatori diventano più capaci. L'Insigne e il Mertens di 4 anni fa non sono quelli di oggi, stesso discorso per Jorginho e Ghoulam. Anche Milik, Hysaj e Callejon. Su Milik mi chiesero se fossi pazzo, ma tutti hanno dovuto ricredersi. Prima dell'infortunio, ovviamente. La gente ama parlare, è giusto così. In questo modo nasce un certo dibattito. Sarri è un gentiluomo e un affezionato, non s'è mai diviso dalla moglie e non ha mai ripudiato il figlio. Non vedo il motivo per cui debba andare via. Poi molto dipenderà anche da me, 'ca nisciun e fess". Pronostico per Roma-Napoli? "Devo dire che noi dobbiamo vincere, senza fermarci. Ma dico anche che è difficile mettere insieme campionato e nazionali, ma ai miei calciatori questo non deve essere mai un alibi. In campo devono lottare fino alla morte".

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