Vedi Napoli e poi il vuoto

Carlo Ancelotti ha già caricato il pallottoliere come si deve: non tanto per quel secondo posto, il titolo di vicecampione d’inverno che il Napoli può mettersi in tasca - media partita altissima, ovvero 2,41, -, ma soprattutto per la caccia alla Juve e alla, chissà, corsa a quello di primavera che si vince con 87- 88 punti, al massimo 90. Pochi? In effetti, considerando che la sua squadra (che quasi doppia la Roma) può chiudere il girone di andata con 47 punti, significherebbe che con un ritmo infernale  può tenere testa alla Juve sino alla fine. Per gettarsi contemporaneamente anima e corpo sulla Europa League, senza lasciare davvero nulla di intentato per riportare a Napoli un bel trofeo internazionale a 30 anni di distanza dalla coppa UEFA. Un piano che non fa una piega ma che non è assolutamente semplice da attuare, perché non è così scontato riuscire a giocare sempre con la stessa energia, mentale e fisica.
La partita con la Spal, scivolata via con molti palpiti nel finale, ma tutto sommato più che meritata  si spiega attraverso un paio di appunti:
1) Novanta e passa minuti controllati e gestiti tranne gli ultimi cinque
2) A giochi quasi fatti, due errori mostruosi di Hysaj (che aveva giocato bene) e una paratissima di Meret, una delle migliori della stagione dei portieri azzurri hanno segnato il match. Il resto é un altro piccolo grande torto ai danni del Napoli: il gol di Insigne è regolare, Come da regolamento. Ma non come l’ha pensata Pairetto, al Var.

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