Un 17 che da dodici anni per i tifosi azzurri è tutt’altro che una “disgrazia”

È forse arrivato il momento che tutti i tifosi del Napoli non avrebbero mai voluto che arrivasse:Marek Hamsik è ad un passo dall’addio alla maglia azzurra. Dopo l’addio di Lavezzi prima e Cavani poi, si chiude ufficialmente un’era. Cuore azzurro, Marek Hamsik si è sempre distinto per la sua professionalità e per il suo attaccamento alla maglia. Arrivò come uno sconosciuto in un lontano 2007, tra le tante perplessità di una tifoseria che neanche lontanamente riusciva ad immaginare che quel ragazzo dalla particolare capigliatura, sarebbe diventato l’uomo che avrebbe battuto record di presenze e di gol con la maglia azzurra. Da quel momento 520 presenze e 121 gol, a far innamorare una piazza del suo immenso capitano, una delle poche bandiere rimaste in un calcio moderno che vede come principio cardine il guadagno e non più il legame con la squadra. La città oggi si mostra divisa sulla scelta dello slovacco, da una parte la ferita troppo grande del non poter salutare degnamente un capitano che ha dato tanto per la maglia azzurra, e che se ne va in silenzio nel corso della stagione. Dall’altra però la consapevolezza che Marek Hamsik c’è sempre stato, non ha mai abbandonato il Napoli quando squillavano sirene da tutta Europa e mentre in dodici anni i tifosi azzurri idolatravano calciatori, che non ci hanno pensato due volte ad abbandonare la “piccola” Napoli per l’ambizione del vincere trofei in squadre più rinomate con stipendi fuori dal comune, sullo sfondo c’era quel ragazzo dalla simbolica cresta, la cui unica ambizione era vincere con la sua maglia, la maglia azzurra. Dopo undici anni Marek ci era quasi riuscito a portare nella sua Napoli il sogno di ogni tifoso azzurro: lo scudetto. Purtroppo peró, nonostante una stagione da record, in cui Marek per il bene della squadra accettava senza dire una parola fuori posto il suo minutaggio ridotto rispetto alle stagioni precedenti, lo scudetto non è arrivato e lo sconforto nel capitano ha forse preso il sopravvento. Da quel momento in Hamsik nasce forse la consapevolezza di non poter fare di più, cominciando ad accarezzare l’idea di andare in un posto in cui non potrà mai affrontare il suo Napoli, realizzando il sogno del suo papà di percepire uno stipendio fuori dal comune. Il capitano ancora una volta non ce la fa a lasciare la sua Napoli, ma ora accortosi di lasciare il centrocampo in buone mani, ha deciso di andar via. Lo fa nel modo più alla Marek Hamsik possibile: nel silenzio. Discreto saluta la sua Napoli allo stesso modo di ogni domenica al termine delle gare, senza far diventare un’importante gara di campionato una distrazione dovuta al suo addio. Non provate a chiamare traditore, colui che ha sempre rifiutato qualsiasi offerta e che l’unica che ha accettato è in un luogo in cui mai potrà incontrare il suo Napoli e sconfiggerlo dando un dispiacere ai suoi tifosi. Che si metta da parte la ferita di perdere un uomo così importante e non si macchi quanto di bello ha fatto l’unico 17 che rappresenta la fortuna anziché la sfortuna per tutta Napoli.

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