Sei righe di demeriti

Feyenoord-Napoli 2-1. In vantaggio con Zielinski il Napoli viene rimontato da Jorghensen e SaintJust e perde a Rotterdam. La squadra di Sarri lascia la Champions per suoi demeriti, dopo una gara modesta. Potrebbero bastare le precedenti sei righe per chiuderla qui con la Coppa e con il Napoli. Purtroppo c’è altro che annebbia questa squadra, s’intravedono da un po’ di tempo piccoli e grandi allarmi che lampeggiano con più o meno frequenza. Il cerchio si è chiuso ieri in Ucraina, lì dove il cammino del Napoli era iniziato con la sconfitta subita dallo Shakhtar: ovvero il primo peccato originale in questi lunghissimi mesi di elogi e consensi. Termina a Rotterdam la Champions della squadra d’attacco e d’avventura, finisce con un’altra mazzata, la quarta di un gironcino rivelatosi infernale. Certo, il Napoli ha fatto vedere il calcio più bello anche in Europa, tuttavia - almeno nella Ucl - non sono bastati gli applausi, occorrerebbe ben altro per non uscirne così vulnerabili. Il contraccolpo appare di natura mentale, quasi un crollo d’autostima, tuttavia é da recuperare subito. Già, si fa presto a dire ci riprenderemo, mentre si rischia d’incrinare la fedeltà al  progetto Napoli. Sarebbe un peccato poco originale se ciò s’avverasse. Quindi? Da dove cominciare? C’è bisogno di un’analisi vera e cruda più che manciate d’aneddotica calcistica Al Napoli oggi mancano gli ingranaggi più importanti della meccanica sarrianna. Goulham é fermo da un mese, Insigne è piombato in un malanno che potrebbe rivelarsi pessimo. Poi tra i tasselli c’è pure Milik che è in convalescenza. Per essere un “euro team” il Napoli deve avere almeno venti giocatori intercambiabili. Non ci sono. A Rotterdam, di quel bolide d’attacco e d’avventura è rimasto ben poco. La catena di sinistra è stata smontata, anello dopo anello, ora s’intravede il solo Hamsik, quasi un corpo estraneo in quel, un tempo, micidiale e sfrontato gioco di triangoli stretti. Arriva come un check-up, la prossima partita di campionato contro la Fiorentina. Che fare? Da ora in poi occorrerà un po’ di sana pacatezza, evitando gli errori soliti, quelli di alta dirigenza e giocatori, entrambi troppo leggeri nell’annunciare meravigliose conquiste, che la rosa della squadra non giustifica. È bene che il Napoli, tutto il Napoli, si guardi dal di dentro. E cominci a non lanciare più la palla fuori dal recinto. Le colpe non sono mai degli altri,  sono sempre e solo personali.

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