Mancini alla prima conferenza da CT: "Voglio riportare l'Italia sul tetto dell'Europa e del Mondo. Pronto a chiamare Balotelli"

Roberto Mancini è il nuovo CT della Nazionale italiana. Alla prima conferenza stampa, come raccolto da La Gazzetta dello Sport, il Mancio si è subito dimostrato entusiasta del nuovo progetto dell'Italia e con tanta voglia di far bene sin dalla prima amichevole, in programma il 28 maggio contro l'Arabia Saudita.
Di seguito, le dichiarazioni di Mancini ai microfoni della sua prima conferenza da allenatore dell'Italia:
"Sono abbastanza emozionato: diventare ct. della Nazionale non è così banale. Ringrazio i commissari che mi hanno fatto sentire che mi volevano al cento per cento. E’ stata una scelta facile: sono orgoglioso, ho messo piede per la prima volta a Coverciano nel 1978, con l’Under 14, tornarci da CT. mi rende felice. Ringrazio tutti gli allenatori avuti da giocatore, che mi hanno aiutato per la crescita anche da allenatore. 
Diventare CT è la massima aspirazione per tutti allenatori. Ci sono momenti in una carriera in cui vanno prese decisioni. Io alleno da tanti anni, penso sia il momento giusto. Bisogna fare qualcosa per la Nazionale: non essere al Mondiale è stato un colpo per i tifosi. 
Anche in momenti difficili in Italia si possono trovare giocatori di qualità. Balotelli? Ci parleremo, probabilmente lo chiameremo, lo vogliamo rivedere come è stato agli Europei con Prandelli. Anche con Buffon parleremo per la partita di Torino: per adesso non c'è stato tempo. Voglio riportare l'Italia dove merita: sul tetto del Mondo e dell'Europa. Di Europei ne abbiamo vinti pochi. Non sarà facile, ci sarà molto da lavorare, ma potremo farcela. 
I giocatori bravi ci sono sempre stati: un tempo ce n’erano talmente tanti che la qualità tecnica era impressionante. Ma ce ne sono ancora abbastanza per mettere in piedi un’ottima squadra. I momenti difficili possono capitare, anche una mancata qualificazione può succedere. Non credo nemmeno che sia giusto dare la colpa a un allenatore. Certo, se non vinci in azzurro hai 50 milioni di persone arrabbiate con te, ma se riesci a vincere è una soddisfazione più grande. E' difficile che un c.t metta d'accordo tutti, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, ma per unire bisogna vincere un trofeo importante. Nel rapporto coi club ci vuole rispetto, per loro e per i giocatori che giocano tantissime parite. Bisogna vedere come stanno, e valutare se a volte non vanno lasciati a casa a riposare. Per questo rosa ampia, poi è normale che i club devono aiutare la Nazionale".

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