Ancelotti: "La Juve non è il potere. Sono qui per vincere. Mercato? Ho chiesto conferme della rosa"

Prima conferenza per Carlo Ancelotti in quel di Dimaro. Il nuovo allenatore del Napoli ha iniziato ringraziando la società per il suo arrivo in azzurr: "Il Napoli ha voglia di tornare in italia e con un progetto interessante ed una società che ha voglia di crescere e migliorare. Tecnicamente è una squadra che mi soddisfa per quello che ho visto in questi anni. Ha mostrato una filosofia di gioco interessante, vicina alle mie idee. Per me è una sfida e l’obiettivo è sempre quello, rendere competitiva la squadra in tutte le competizioni più a lungo possibile". Poi un pensiero su Ronaldo: "Beh, è un giocatore tra i migliori al mondo. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio e casualmente arrivo nell’anno in cui torna anche Ronaldo ma trae vantaggio la Juve ma anche gli altri perché sarà una motivazione in più". Poi più su aspetti tecnici: "Non sono qui per cancellare ciò che è stato fatto che è stato importante per i giocatori. Stile e filosofia resteranno gli stessi, poi ho le mie idee. Altre telefonate per convincere qualche top player? La stampa parla di top player ma è importante mantenere la squadra così com’è e l’ho chiesto subito al presidente. I top player la sono i giocatori per noi più bravi, non quelli che guadagnano di più. Io ho guardato molto le nuove leve e insieme alla società pensiamo di aver trovarlo i profili giusti. Mertens? Non credo possa fare l'ala, meglio tra le linee. Comunque è un attaccante completo, da prima punta ero perplesso ma poi ha fatto 30 gol. Può giocare da punta, dietro la punta, poi come esterno ma non da ala perché come Insigne gioca bene tra le linee e va sfruttato lì". Sulla Juventus: "La Juve non è il potere, ma una squadra forte, sarà un avversario fortissimo, difficilissimo, ma non c'è solo la Juve, ma anche l'Inter... il calcio italiano ha mostrato molta incertezza, s'è deciso nelle ultime gare. Noi dobbiamo fare la nostra strada. Deve portarci lì il più a lungo possibile, non siamo qui per pettinare le bambole, siamo qui per vincere, si parte per vincere, a nessuno piace arrivare secondi, poi la stagione dirà cosa abbiamo meritato". Ancelotti sarà il primo tecnico a vivere a Napoli: "Napoli è una bella città. Il panorama è magnifico, vivo in città ben volentieri. Ho preso informazioni sull'ambiente squadra, sapevo che è un gruppo sano, ci sono molti giovani ricettivi, altri esperti che possono aiutarci nella conoscenza e nella costruzione di un gruppo motivato, altruista. La qualità che mi piace di più è l'altruismo, non penso che avrò problemi". Sui nuovi acquisti: "Meret è un talento, ha già fatto bene. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese ha fatto molto bene col Chievo, non è giovanissimo però ha potenzialità e Fabian è un giovane già completo, può giocare davanti alla difesa ma anche centro-destra essendo mancino. Verdi come Mertens è bravo a giocare nella trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché Callejon è formidabile  da esterno, in profondità, meno tra le linee. Potrò variare l'atteggiamento tattico. Modulo? Si gioca in un modo con la palla ed in un altro senza palla..." Obiettivo ottavi di Champions? "Certo, è uno degli obiettivi. Siamo in seconda fascia come partenza..." Sull'aver parlato con diversi top player: "Ho letto che ho parlato con Cristiano, Benzema, Di Maria, Cavani, David Luiz. Ma io ho parlato solo con Giuntoli e ADL, ho stima ed affetto per tanti giocatori, ma questa è un'altra esperienza e si parla sempre col club delle soluzioni migliori. Non ho mai imposto giocatori e mai lo farò. Ogni club ha le sue possibilità e sono qui perché tecnicamente ho visto una squadra molto competitiva. Difesa? Siamo alla ricerca di un laterale destro, poi dobbiamo valutare Ghoulam ma ci sono abbastanza certezze perchè il periodo di recupero è corto. Per il resto Albiol ha scelto di restare, Chiriches sta già abbastanza bene e poi c'è Tonelli, oltre a Luperto che ha fatto molto bene l'anno scorso e lo stiamo valutando". Sul Var: "Mi è sembrata un'ottima innovazione, non ci sono molti episodi contestabili, poi va migliorata l'applicazione ma è positiva per il calcio. Evita polemiche e discussioni. In Germania pure all'inizio non ha funzionato bene. Mi sono stupito due anni fa col Real quando andammo fuori e anche l'Uefa la metterà..." Milik? "Ha cancellato l'infortunio, deve trovare continuità. Con Milik, Inglese e Mertens siamo a posto". Sui Mondiali e la Nazionale: "Mi è piaciuto in generale, sono stato lì, organizzato, bell'ambiente e come qualità del gioco interessante. Tutti aspettavano il Brasile, i top-player, mai l calcio cambia. Un giocatore non fa più la differenza, ma serve un gruppo che lavora bene. Nessuno si aspettava una tra Croazia o Inghilterra in finale. Italia? Ci ho parlato, ma il mio desiderio era di continuare con una squadra di club. Mi diverto ogni giorno sul campo ad allenare e parlare con i giocatori".

Alla conferenza, presente anche Aurelio De Laurentiis: "Siamo sempre stati protagonisti, gli olandesi hanno classificato il Napoli come club che ha mostrato maggiore crescita negli ultimi anni. Non si cresce con i nomi che fanno risonanza, quelle sono incursioni pericolose perché la squadra poi gioca per quel giocatore. Il calcio si gioca in 11 e finalmente ce ne sono 11 che sanno il fatto loro. Mi sono però adombrato perché non si cresce nell'audiovisivo. Micciché è un banchiere, lo rispetto, non è il suo mestiere, ma agli altri miei colleghi ho detto di accordarci con Sky perché abbiamo un gap di 250mln. Dovevamo accordarci per un anno così avremmo alzato le cifre, questo non mi va giù. Ad un certo punto si perde dignità negoziale". Su Sarri e Jorginho: "La trattativa è in dirittura d'arrivo, poi dipende solo da lui. I miei avvocati hanno stilato un testo che è stato sottoposto ai suoi avvocati e chi vivrà vedrà. Pur considerando Jorginho un ottimo giocatore, per il gioco di Ancelotti e prevedendo la credibilità relativa dei cinesi per Hamsik, s'è deciso di accettare le richieste che sono partite dal City e dovrò scusarmi con loro. La trattativa l'ho chiusa 15 giorni fa, risolvendo varie questioni, ma il giocatore se preferisce Londra a Manchester e lo posso capire, poi se il Chelsea lo paga di più lo posso capire di più ancora e non posso farci nulla. Jorginho al Chelsea non dipende da Sarri". Su possibili partenze dei big: "Resteranno, poi Ancelotti potrà provare tutto. Andremo a Dublino contro il Liverpool, poi a San Gallo contro il Borussia Dortmund e poi ci sposteremo a Wolfsburg e lì il mister avrà avuto la possibilità di vedere i valori e dall'11 agosto avremo diversi giorni per capire eventualmente a chi dare chi non si amalgama col gioco. Il problema è la sovrabbondanza di giocatori e Carlo mi ha detto che non vuole più di un tot giocatori per evitare confusione". Su Cavani: "Se si accontentano solo i tifosi nessun club vincerebbe. Io capisco i tifosi, ma se io ho un bravo tecnico come Allegri che vince semrpe come posso integrare l'interesse dei miei sostenitori che ormai sono incubati in un liquido amniotico di una crescita che ci si aspetta sempre. Questa madre Juve cosa fa, partorisce un grande nome e l'entusiasmo rinasce e fa dimenticare le difficoltà ipotetiche anche per uno come Allegri. Si sposta l'asse di un eventuale insuccesso su uno che non si può discutere. Poi è un assist anche a Marchionne, io non posso invitarlo in un film da attore, la Ferrari invece può averlo come testimone".

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