venerdì 18 aprile 2014

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L'antenna di Masked

06/02/2014

Improvvisazione e altro, la Rai cade su Roma-Napoli

Agli amici con cui vedevo la partita l’ho detto dopo pochi minuti dall’inizio 
della ripresa: “Eccola una delle tante differenze tra la Rai e le pay tv. A Sky 
avrebbero già informato su cosa era successo negli spogliatoi del Napoli e cosa 
aveva detto o fatto De Laurentiis”. Ma il problema non è solo di avere agganci 
validi o di essere più tempestivi nell’informazione. Il guaio è la deriva che 
la televisione pubblica sta prendendo nelle telecronache e nei programmi 
sportivi in genere. Allo stato, le cose migliori si vedono su Raisport1 e Rai 
sport2 quando il ricco - e mai abbastanza sfruttato -  archivio consente di 
poter rivedere Domenica Sprint o 90esimo minuto degli anni 80, o vecchie 
telecronache di partite antiche che inevitabilmente ingenerano un effetto-
nostalgia per chi ha superato i 40 anni. Quanto si è visto e sentito durante 
Roma-Napoli di coppa Italia purtroppo non è una novità. Al di là della 
faziosità palese e fastidiosa – il fuorigioco di Gervinho sul primo gol si 
vedeva al primo replay ma non se ne è fatto cenno per un tempo intero, il tifo 
romanista di Ubaldo Righetti era irritante – quello che amareggia è l’
approssimazione generale. Proprio nel periodo in cui tutte le tv puntano sulla 
qualità e sulla specializzazione, in Rai regna l’improvvisazione. Durante 
Napoli-Lazio, agli ottavi, s’era sentito anche di peggio. I due telecronisti 
sono stati capaci di non dare una spiegazione decente sul gol giustamente 
convalidato ad Insigne ed hanno maltrattato il regolamento in maniera 
imbarazzante arrampicandosi su norme inesistenti. Ma poco stupisce, perché né 
Righetti, né Dolcetti, né Mario Somma, ovvero le seconde voci scelte dalla Rai, 
hanno le capacità che può avere un Bergomi o un Serena. Non basta aver giocato 
o allenato per meritarsi un microfono. Che invece la Rai mette a disposizione 
di tutti, sia per le telecronache sempre più deludenti quando non irritanti che 
nei talk show come il “processo del lunedì” o “Zona 11 pm”, programmi in cui 
troppo spesso ci si dimentica che la Rai non è terreno privato di Roma, 
laziali, romanisti e romacentrici, ma patrimonio di tutti. Purtroppo l’
inflessione romana che perseguita è solo l’ultimo dei problemi, scontato che si 
preferisca vedere talk-show sui canali privati o sulle pay-tv. E purtroppo 
anche in radio le cose non stanno messe meglio: lontani i tempi di Tutto il 
calcio di Roberto Bortoluzzi, oggi capita che un radiocronista si accorga di un 
gol segnato nella nebbia solo a gara finita (è successo per Atalanta-Catania), 
che Emanuele Dotto in Atalanta-Napoli si diverta nel sottolineare “Migliaccio 
che tiraccio” per poi dare la linea a “Reggio nell’Emilia” ed altre amenità 
sfuse e a pacchetti. Giusto quindi da parte della Rai ricordare che sta per 
scadere il termine per il pagamento del canone, ma doveroso chiedere maggiore 
attenzione proprio nei confronti di chi, pagando i soldi dell’abbonamento, non 
vorrebbe sentirsi preso in giro. Mercoledì c’è il ritorno al San Paolo, tocca 
ancora alla Rai. Incrociamo le dita. O se possiamo, andiamo a vederla allo 
stadio.

 

Commenti

GAETANO

 

IL FATTO E KE DOBBIAMO PAGARE PURE IL CANONE A QUESTI IGNORANTI KE SANNO PARLARE SOLO IN DIALETTO ,ENRICO VARRIALE E 1 SIGNORE AL CONFRONTO ALORO.

Massimo Mastrolonardo

 

dopo ciotti, ameri, pizzul,,,il nulla alla rai...le telecronache io le vedo in spagnolo....sono più obiettivi e più simpatici anche..,

Gaetano Pistis

 

Palesemente il telecronista era di fede giallorossa, al di là delle pecche della regia. Ma anche Pardo e Caressa lo sono nondimeno le loro telecronache sono sempre imparziali simpatiche e accettabili sempre.

Bruno Cioffi

 

Il problema è che questi "signori" li paghiamo anche.

Bruno Cioffi

 

Il problema è che questi "signori" li paghiamo anche.

Nicolo Lopomo

 

purtroppo dobbiamo sentire anche questo, sky e mediaset il commento fazioso lo danno in opzione, la rai in diretta

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